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Pubblicato il 18 luglio 2025
Donald Trump non ci sta. Promette di fare causa al Wall Street Journal, al suo editore, a Rupert Murdoch. Immagina di vederlo testimoniare in tribunale, messo sotto torchio dai suoi avvocati. È convinto che sia la punizione che merita, pregusta lo spettacolo, promette fuochi d’artificio. Come sempre, ancora una volta.
Ma è tutto il resto, il contorno, lo sfondo, a cambiare rispetto al solito. Per una volta è The Donald quello in affanno, a corto di ossigeno, lo stuntman incapace di tirarsi fuori da queste maledette sabbie mobili.
“Non sono stato io”, ha ripetuto nelle ultime ore, “è una cosa falsa. È una notizia falsa del Wall Street Journal! Non ho mai disegnato in vita mia. Non faccio disegni di donne. Non è il mio linguaggio. Non sono le mie parole“.
E d’accordo che le negazioni sono già molte, ma non c’è bisogno di sforzarsi per spiegare la sua frustrazione. La pressione del mondo MAGA, il suo mondo, era già abbastanza alta senza che un vecchio album di compleanno tornasse a galla per colpirlo in pieno volto.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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