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Pubblicato il 03 agosto 2025
Un filmato raccapricciante fa il giro del mondo. È Evyatar David il protagonista, anche se si fatica a riconoscerlo.
Emaciato fino all’estremo, ridotto pelle e ossa, immortalato nell’atto di scavare quella che, afferma, “sarà la mia stessa tomba“, il 24enne israeliano è la versione aggiornata di immagini che si pensava sepolte dalla Storia.
La sua famiglia resta in silenzio per ore, non autorizza la pubblicazione, ma è un veto che serve a poco: Hamas sa bene che quelle scene diventeranno presto virali, per quanto sono forti.
Non che serva un esperto per accorgersi che il giovane ostaggio versi in condizioni gravissime. Eppure è un dettaglio passato perlopiù inosservato ad attirare l’attenzione dei funzionari dell’intelligence israeliana che studiano il video alla ricerca di indizi e informazioni.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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