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Pubblicato il 07 agosto 2025
Erano passate da poco le 7:00 del mattino quando la polizia di St. Charles, Illinois, ha fatto irruzione in un hotel della periferia di Chicago. È possibile che proprio in quel frangente, in quel preciso istante, alcuni dei deputati dem arrivati nelle scorse ore dal Texas abbiano pensato fr:a sé e sé “Game over. Eccoci, ci hanno trovati. Le minacce di arresto del governatore Abbott si sono fatte concrete. Bene (anzi, male), dove sono le nostre manette?“.
Ma gli uomini in divisa, dopo aver bussato alle loro porte, hanno chiarito frettolosamente: “No, signori, non siamo qui per questo“. Solo un attimo di sollievo, prima di scoprire che il vero motivo della visita era pure peggio. Una potenziale minaccia bomba imponeva l’evacuazione urgente dello stabile.
E allora fuori i democratici texani, decine di deputati “rifugiatisi” nel caro vecchio Illinois per far venire meno il numero legale nel parlamento d’appartenenza, bloccando i tentativi repubblicani di ridisegnare i collegi e assicurare a Donald Trump – alle prossime midterm – un bottino di 5 seggi extra. E dentro invece vigili del fuoco e la squadra di artificieri dello sceriffo della contea di Kane, tutti impegnati nel tentativo di individuare un fantomatico ordigno. Due ore di ricerca vana, fortunatamente – “Prego, potete rientrare nelle vostre stanze, qui non c’è niente” – ma in linea con una storia esplosiva, capace di dominare la scena politica a stelle e strisce nelle prossime settimane. Forse addirittura per mesi.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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