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Pubblicato il 14 agosto 2025
Può sembrare surreale, ma nelle ore in cui l’Ucraina e il Vecchio Continente si giocano una corposa fetta di sicurezza dei prossimi anni, una trama politica spietata si muove sotto traccia.
È un filo sottile che lega Washington a Varsavia, ma capace di tendersi fino a spezzare equilibri di per sé fragili, di piegare un vertice internazionale alle rivalità di casa.
Berlino, primo pomeriggio di mercoledì 13 agosto. Il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha da poco accolto Volodymyr Zelensky nel suo ufficio in Willy-Brandt-Straße. Ha organizzato una videocall con i maggiori alleati. Obiettivo? Fissare nella mente di Donald Trump dei concetti chiave in vista dell’incontro con Vladimir Putin in Alaska. Gli invitati? Beh, i soliti: Keir Starmer per il Regno Unito, Emmanuel Macron per la Francia, Giorgia Meloni per l’Italia, Alexander Stubb per la Finlandia, Ursula von der Leyen in rappresentanza dell’Unione Europea e Mark Rutte in qualità di Segretario generale della NATO. Manca qualcuno? Ecco, a dire il vero sì, di Donald Tusk non c’è traccia.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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