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Pubblicato il 01 settembre 2025
Uno scontro durissimo, parole forti, accuse reciproche, a incendiare una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano di fuoco, durata più di 6 ore.
Volti tesi, nervi scoperti: sono quelli del Capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, di Bibi Netanyahu e dei suoi ministri riuniti nel bunker di Tel Aviv.

Al centro della discussione, secondo i retroscena riportati dai media ebraici, i piani dell’esercito per la conquista di Gaza City. Ma a fare testo non è (solo) l’ordine del giorno, quanto il clima da resa dei conti respirato tra vertici militari e ramo esecutivo.
Ancora una volta, Eyal Zamir finisce nel mirino dei ministri. Ma rispetto ai precedenti c’è una novità: il generale non osserva il silenzio, risponde a tono.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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