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Pubblicato il 12 settembre 2025
Dura meno di un istante, ma per un momento in apparenza interminabile lo sguardo del generale Grynkewich, Comandante Supremo Alleato in Europa, sembra sfidare quello del giornalista che mette in dubbio l’impegno americano a difesa del Vecchio Continente.

Fresco di ritorno dai Paesi Baltici, il militare americano, sul podio accanto al Segretario Generale NATO, Mark Rutte, ha un guizzo d’orgoglio: “Io sono proprio qui. Sono coinvolto. E l’impegno degli Stati Uniti nei confronti della struttura militare integrata dell’Alleanza rimane“.
Fossero soltanto le sue parole a contare nei ragionamenti di Vladimir Putin, anche la Polonia – alle prese con il trauma della violazione del proprio spazio aereo – si sentirebbe certamente molto più sicura, meno solo dinanzi a una minaccia che non credeva così immediata.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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