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Pubblicato il 04 ottobre 2025
“E adesso?“.
Eccola, la domanda delle domande, l’oggetto di un punto nave che mescola retroscena politici e informazioni provenienti dal campo di battaglia.
E adesso c’è una sola certezza: una svolta è vicina.
Non bisognerà attendere molto per avere novità, per capire se la guerra a Gaza potrà avere fine o se il destino è che entri in una nuova fase, persino più drammatica di quella vissuta sino a qui.
L’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, sono in procinto di raggiungere l’Egitto. Lì, a partire da lunedì, prenderanno il via colloqui indiretti fra Israele e Hamas, mediati da Stati Uniti, Qatar e lo stesso Egitto.
A guidare la delegazione dello Stato ebraico sarà Ron Dermer, ministro degli Affari Strategici, ma soprattutto storico braccio destro di Bibi Netanyahu.
Perché è importante? Perché segnala la volontà del primo ministro israeliano di tenere sotto controllo diretto il negoziato. Schierare Dermer sarà come presenziare al tavolo, monitorare da vicino ogni mossa del nemico.
L’intenzione degli americani è chiara, vogliono sfruttare quello che in gergo politico sono soliti definire “momentum”: è lo slancio, il vento in poppa, quello che Trump è convinto di veder soffiare nelle vele della trattativa.
Anche così si spiega l’ultimo post social del presidente USA: “Apprezzo che Israele abbia temporaneamente interrotto i bombardamenti per dare una possibilità al rilascio degli ostaggi e all’accordo di pace di essere portati a termine. Hamas deve agire rapidamente, altrimenti tutto sarà rimesso in discussione. Non tollererò ritardi – che molti pensano si verificheranno – né alcun esito in cui Gaza rappresenti di nuovo una minaccia. Facciamo in modo che questo si realizzi, VELOCEMENTE. Tutti saranno trattati in modo equo!“.
Cose da segnalare? Almeno tre.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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