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Pubblicato il 08 ottobre 2025
Cosa sarebbe successo se.
Le sliding doors della politica sanno essere beffarde.
Può accadere in una notte soltanto in apparenza uguale alle altre, nel bel mezzo di una delle crisi istituzionali più delicate della storia di Francia.
Il governo di un primo ministro appena nominato traballa pericolosamente. La scelta di un singolo profilo minaccia di far crollare un equilibrio faticosamente costruito.
Ma fermi. Fermi tutti.
Il diretto interessato non sembra opporre resistenza: pare pronto a farsi da parte.
Ecco, sì, ci sarebbe solo un piccolo dettaglio: non riesce a farsi ascoltare.
Un telefono squilla a vuoto.
Messaggi restano senza risposta.
L’ultima risorsa, un centralinista di turno al ministero, pensa all’iniziativa di un uomo in vena di scherzi. Così riattacca. Può sembrare paradossale, ma è (anche) così che il governo Lecornu imbocca la via del disastro.
Un malinteso, un silenzio, uno smartphone voltato sulla scrivania: tanto è bastato perché una delle crisi più delicate della Quinta Repubblica precipitasse.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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