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Pubblicato il 27 ottobre 2025
Nessuno ha intenzione di mettere in discussione Agatha Christie e il suo aforisma più celebre, quello per cui “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”.
Nella nostra storia siamo fermi a metà strada, oltre un semplice indizio, ma ancora distanti un tassello dal dichiarare la presenza di una prova.
Eppure è un fatto che questa “coincidenza” sia così strana da far vacillare parecchie certezze.
Forse persino la regina del giallo si sarebbe fermata a considerare uno strappo alla regola, domandandosi se due indizi così forti potessero bastare se non per provare l’esistenza di un colpevole, quanto meno per mettere a fuoco un chiaro sospetto.
La vicenda avrebbe preso il via nelle ore centrali di un pomeriggio come gli altri solo in apparenza.
Un elicottero da guerra americano MH-60R Sea Hawk, fedele servitore dello Helicopter Maritime Strike Squadron 73 “Battle Cats”, si alza in volo per una missione di routine, parola talmente ingannevole da fare da preludio, in un romanzo di Agatha Christie, quasi sempre a un colpo di scena.
L’elicottero segue il suo tracciato, i tre membri dell’equipaggio compiono gesti automatici, sicuri. Poi una vibrazione, una spia che lampeggia quando non dovrebbe. Il Sea Hawk precipita verso l’acqua, il Mar Cinese Meridionale lo inghiotte con uno “splash” meno fragoroso della notizia che porta in dote.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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