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Pubblicato il 05 novembre 2025
Non è ancora l’effetto domino che il mondo può (e deve) temere, ma la dinamica emersa dall’ultimo Consiglio di Sicurezza russo è certamente un campanello d’allarme, il segnale di un clima che ricorda in maniera sempre più sinistra quello della Guerra Fredda.
Domanda: cosa sta succedendo?
Risposta: le superpotenze mostrano i muscoli, comunicano alla controparte di essere pronte a imboccare la via dell’escalation senza riserve.
Difficile risalire al punto di partenza, stabilire con certezza quale sia la palla di neve che rotolando verso la vallata si sia trasformata in valanga, travolgendo tutto il resto. Ma è un fatto che la slavina sia in movimento. E che un’accelerazione non indifferente sia stata impartita dalle parole affidate ai social da Donald Trump poco prima dell’incontro con Xi Jinping: “Visti i programmi di test di altri Paesi, ho ordinato al Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base di parità. Tale processo inizierà immediatamente”.
La notizia del giorno è che Mosca ha scelto di sollevare la questione pubblicamente. E di rispondere al con una serie di messaggi molto significativi dal punto di vista strategico.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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