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Pubblicato il 19 novembre 2025
🚨🪖🇬🇧🇷🇺🇺🇦🇺🇸🇻🇪
🪖🇷🇺🇬🇧 Buon pomeriggio a tutti. La piega presa dagli eventi a livello internazionale non è purtroppo quella sperata. Da mesi il Blog registra un incremento delle attività di guerra ibrida da parte della Russia. Fino a oggi le operazioni condotte dai russi sul territorio NATO si sono fermate al di sotto della soglia necessaria per scatenare un conflitto. La notizia è che nelle ultime settimane Mosca sta giocando con quella linea rossa. Entra ed esce. Si scopre e poi rientra sottocoperta, tornando a nascondersi. Il problema di questa pericolosa danza è che di questo passo prima o poi finirà in questo modo: un errore di calcolo o una provocazione più grave da parte di Mosca potrebbero fare precipitare irrimediabilmente le cose. L’Occidente ha la responsabilità della pace, per la parte che gli compete. E questa pace può essere difesa in un solo modo: facendo l’opposto di quanto fatto finora, ripristinando la credibilità della nostra deterrenza, chiarendo in tutti i modi possibili e immaginabili che questa parte di mondo non vuole la guerra, ma non la teme. Perché questa introduzione? Perché, di nuovo, nelle ultime ore stiamo assistendo a una grave escalation da parte di Mosca. Per capire dobbiamo spostarci al largo delle coste scozzesi.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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