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Pubblicato il 24 novembre 2025
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺Un Marco Rubio sorridente, e forse pure un tantino sollevato, si presenta davanti ai giornalisti affermando che sì, quella appena terminata a Ginevra, è stata la conversazione “più produttiva che abbiamo mai avuto, forse in assoluto, ma certamente da moltissimo tempo”.
C’è da comprenderlo.
I dietro le quinte delle ultime ore raccontano che proprio il Segretario di Stato americano sia stato decisivo per rimettere in carreggiata una trattativa sul punto di saltare.
Sì, perché in Svizzera, al di là delle dichiarazioni di facciata, dietro le porte chiuse, vanno in scena accuse e recriminazioni. Qualcuno alza la voce. Ed è il meno.
È solo l’atto finale di un intrigo iniziato diverse ore prima nei corridoi della Casa Bianca. Protagonista proprio Rubio, accreditato di una manovra degna di House of Cards, di un atto di sabotaggio in piena regola.

C’è chi vi legge un antipasto di primarie repubblicane per il dopo-Trump, chi riferisce di rapporti personali fra i due possibili contendenti a dir poco “tremendi”, chi rispolvera vecchie accuse, i sempre attuali “io l’avevo detto“.
Fatica sprecata.
Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale USA allontanerà con forza ogni sospetto.
Di più: indicherà nel Vicepresidente il candidato naturale a ereditare la corona e lo scettro del re.
Eppure i sussurri provenienti da certe fonti, a Washington, ingannano difficilmente. Così esistono elevate probabilità che qualcosa di grosso sia effettivamente accaduto all’interno dell’amministrazione USA.
Per capire, occorre riportare indietro le lancette, rimettere insieme i pezzi.
In una frase: fare un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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