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Pubblicato il 25 novembre 2025
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇺🇸🇻🇪🇨🇳🇹🇼🇯🇵Buonasera a tutti. Quello di oggi è un punto nave più denso di retroscena che mai.
Stati Uniti e Ucraina sembrano ora molto vicini a un accordo sulla forma che dovrà assumere la pace. Ma attenzione ai dietro le quinte.
Gli apparati ucraini segnalano una dinamica molto seria che vedremo emergere già nelle prossime ore. Piccolo spoiler: la Russia non resterà con le mani in mano, giocherà la sua partita fino in fondo.
In queste ore sta prendendo forma un’idea molto originale: nasce dall’entourage di Volodymyr Zelensky e vedremo come evolverà. È quella di una “missione speciale” negli Stati Uniti per portare Donald Trump dalla propria parte. Ne parleremo in dettaglio, spiegando cosa ci sia di diverso rispetto alle altre visite.
Attenzione però alle botole che potrebbero aprirsi sul cammino degli ucraini da qui alla chiusura del “deal”. Ripeto: non è ancora fatta, ci sono ancora distanze da colmare con gli americani.
E poi? E poi il modo in cui gli Stati Uniti stanno confondendo le acque in Venezuela ha pochi precedenti. E proprio per questo è meritevole di grande interesse. Chi conosce il modo di comunicare della Casa Bianca non può fare a meno di osservare come in particolare la presidenza sia impegnata nel tentativo di mischiare le carte, probabilmente in vista dell’attivazione dell’opzione più attesa: quella militare.
Donald Trump ha già mostrato in passato di essere un campione più o meno inconsapevole di quell’arte chiamata ambiguità strategica. Il suo essere per natura imprevedibile, un attore molto umorale, istintivo, fa sì che i suoi avversari non sappiano mai come interpretare le sue dichiarazioni. Quando dall’Ala Ovest un funzionario americano sostiene che il Presidente è interessato a parlare direttamente con Nicolás Maduro bisogna prenderlo sul serio o è più prudente cercare rifugio in un bunker?
Risposta: fino a quando l’accumulo di forze USA nel Mar dei Caraibi si manterrà su questi livelli, al posto di Maduro la mia priorità sarebbe consultare il telefono, sì, ma per assicurarmi che i possibili rifugi nel Paese siano pronti a sostenere un tentativo di resistenza prolungata (e disperata) o che in alternativa i canali di fuga dal Venezuela risultino effettivamente praticabili. Perché? Perché gli indicatori di un possibile confronto militare continuano a sommarsi giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il Blog ne ha registrato altri due soltanto nelle ultime 24 ore. A questo si aggiunge un retroscena inquietante per il dittatore di Caracas.
Ancora non vi basta? Allora ci sposteremo nel Pacifico (ultimamente non così pacifico). C’è da parlare di Xi Jinping e di una telefonata altamente inusuale: non è un caso che stia provocando inquietudine e allarme in Giappone. Fine dell’anteprima, andiamo al dunque, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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