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Pubblicato il 26 novembre 2025
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇷🇺 Il giorno dopo la pubblicazione, da parte di Bloomberg, della telefonata fra Steve Witkoff e Yuri Ushakov, principale consigliere per la politica estera di Vladimir Putin, la domanda cerchiata di rosso sul taccuino è principalmente una: da dove arriva la fuga di notizie?
Non è detto che avremo mai una risposta certa.
Chi ha passato queste informazioni a Bloomberg avrà richiesto un altissimo livello di riservatezza, preso le sue precauzioni.
E il motivo è chiaro: rischia di giocarsi la testa, anche letteralmente.
Ma nei prossimi giorni è chiaro che chi si è sentito danneggiato dalla pubblicazione della telefonata – anzi, delle telefonate, considerando anche quella fra Ushakov e Dmitriev – farà di tutto per risalire alla talpa. Con le buone o con le cattive.
Ora, possiamo aspettare con le mani in mano fino a quel momento. Oppure possiamo cercare di usare la testa: stilare delle ipotesi, seguire gli indizi. Dalla nostra abbiamo molti elementi interessanti.
Partiremo dalla pista meno probabile a quella più plausibile. Buona lettura.
4) Ipotesi meno probabile: la talpa del Cremlino
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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