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Pubblicato il 27 novembre 2025
🚨🪖🇷🇺🇺🇦🇪🇺🇺🇸🇫🇷 Buonasera a tutti. Le parole pronunciate questo pomeriggio da Vladimir Putin chiariscono che la finestra di opportunità per la pace in Ucraina in realtà non esiste e probabilmente non è mai esistita, così come nelle settimane precedenti all’invasione non c’è mai stata una reale possibilità di impedire lo scoppio del conflitto. È stata una guerra di scelta di Vladimir Putin. E lo sarà fino in fondo, fino a quando Vladimir Putin non riconoscerà che il costo della battaglia è troppo alto, anche per chi ha mostrato in questi anni di essere disposto ad accettare una soglia di accettazione delle perdite oggi impensabile per le società occidentali. Ne deriva che l’unica possibilità di porre fine ai combattimenti in Ucraina per mezzo di un accordo negoziato è quella che passa per una pace imposta a Kyiv, una resa umiliante per l’Ucraina e maledettamente pericolosa per gli Alleati europei. Nel punto nave di questa sera analizzeremo un paio di passaggi, insieme importanti e allarmanti, delle dichiarazioni di Putin: uno riguarda il campo di battaglia, l’altro il nucleare. Altro? Sì. Putin ha ironizzato sulla “psicosi” occidentale di una Russia intenzionata a portare un attacco contro l’Europa, dicendosi disposto a mettere nero su bianco l’impegno che la Russia non attaccherà il Vecchio Continente, se proprio ci teniamo. Visto che quello che state per leggere è un punto nave: la storia degli ultimi 10-15 anni dice che si tratta nel migliore dei casi di promesse da marinaio. Anche così si spiegano i colloqui, finora non così approfonditi ma comunque un tempo anche solo impensabili, all’interno degli ambienti della sicurezza europea. Domanda: e se dinanzi agli atti di guerra ibrida, alle minacce, alle provocazioni, ai sabotaggi, da questa parte di mondo arrivasse un segnale forte verso Mosca? Approfondiremo l’argomento con più di un retroscena. Infine, nel pezzo troverete anche la traduzione integrale del discorso pronunciato oggi da Emmanuel Macron a Varces. Il presidente francese ha parlato fra gli uomini e le donne della 27a brigata di fanteria di montagna, gente che non ha “mai paura di avanzare verso le cime”, per presentare il nuovo servizio militare nazionale. Perché? Perché “oggi tocca alla nazione intraprendere quella stessa strada verso le cime”, farsi trovare pronta dinanzi a nuovi pericoli. Buona lettura sul Blog.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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