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Pubblicato il 28 novembre 2025
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Buon pomeriggio a tutti. Potremmo anche raccontarcela, fingere – come stanno già facendo molti opinionisti anche in Italia – che la notizia della perquisizione ai danni di Andriy Yermak sia “quasi” una buona notizia, la prova che la società ucraina “ha formato gli anticorpi contro il virus della corruzione”, la conferma che il sistema democratico ucraino è vitale, molto diverso da quello russo, per intenderci, che “a Kyiv nessuno è sopra la legge” e “a Mosca una cosa del genere non sarebbe mai stata possibile, ci pensi?”. La verità è che si tratta di retorica. Utile a riempire qualche foglio di giornale, ma ininfluente – se non dannosa – dal punto di vista politico e strategico. Breve promemoria: l’Ucraina è in guerra. Il capo dell’Ufficio Presidenziale, il numero 2 de facto del Paese, potrebbe essere presto raggiunto da un avviso di garanzia. Il tutto mentre l’Ucraina è sottoposta a pressioni senza precedenti per accettare una resa dal suo maggiore alleato. Pressioni destinate ad aumentare, complice lo sforzo della macchina della disinformazione russa, la stessa che tenterà di suggerire al pubblico occidentale che tutti gli aiuti forniti in questi anni sono andati persi, fagocitati da un governo corrotto, non meritevole del nostro sostegno. Ora possiamo quindi scegliere: vogliamo continuare a raccontarci che il nocciolo della questione sia che le agenzie anticorruzione ucraine “lavorano bene”? Vogliamo rallegrarci di questa prova di efficienza? Davvero? È una scelta legittima, soprattutto per chi vive nei libri di favole. Ma questo Blog preferisce la realtà alla narrazione. E la realtà dice che le prossime ore saranno estremamente difficili, in particolare per Volodymyr Zelensky. Per questo il punto nave di oggi è un punto nave d’emergenza, dedicato unicamente a questa vicenda. Lo dico subito: c’è un tempismo quanto meno sospetto in questa perquisizione. E ci sono molti elementi di rischio da considerare, fattori che potrebbero minare pesantemente la posizione di Zelensky, unità del Paese, la capacità dello Stato di continuare a essere efficiente in tempo di guerra. Facciamo il punto insieme. Buona lettura sul Blog.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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