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Pubblicato il 02 dicembre 2025
L’arcano è stato infine svelato.
L’enigmatico messaggio social di Donald Trump – l’avvertimento “alle compagnie aeree, ai piloti, ai trafficanti di droga e di esseri umani” a considerare lo spazio aereo sopra e intorno al Venezuela “completamente chiuso” – ha ora trovato la sua spiegazione. Forse più dirompente del messaggio stesso.
È un retroscena capace di segnare uno spartiacque, un prima e un dopo nel confronto – finora soltanto psicologico – fra l’inquilino della Casa Bianca e il dittatore di Caracas, lo stesso che in pubblico ostenta sicurezza – sorride, canta, balla – ma che in privato avrebbe effettivamente negoziato la propria fuoriuscita dal Paese.
Ma non tutti i “deal” sono fatti per essere chiusi, per dirla con le parole di Donald Trump.
Alle volte, tirare troppo la corda può scatenare “una serie di sfortunati eventi”. Non serve molto: basta pronunciare le parole sbagliate in una conversazione non più lunga di 15 minuti, nel mezzo di una telefonata che la Storia potrebbe ricordare come quella decisiva: per la salvezza di un popolo e per la fine del suo tiranno.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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