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Pubblicato il 08 dicembre 2025
🚨🪖🇺🇸🇺🇦🇷🇺🇪🇺🇧🇯🇯🇵🇨🇳 Buonasera a tutti. È bastato un solo giorno senza punto nave per vedere il mondo ribellarsi. E allora? E allora riprendiamo il passo in un giorno di festa (auguri), consapevoli che altrove gli eventi internazionali non osservano nessuna pausa di calendario. Perché? Perché rispettano l’unica liturgia che sono in grado di riconoscere: la dinamica incessante del potere, dei conflitti, delle decisioni che si impongono anche quando vorremmo fermarci a respirare.
Questa sera il taccuino è pieno di appunti. Ma a occupare il numero più alto di pagine sono le ultime provenienti dall’Ucraina.
Domanda: cosa c’è dietro l’ultima bordata di Donald Trump verso Volodymyr Zelensky?
Risposta: un’irritazione di fondo e un fraintendimento banale. La prima è destinata a restare. La seconda è figlia di una situazione molto particolare in cui la Casa Bianca ha deciso inspiegabilmente di andarsi a cacciare.
Punto due: oggi è stato il giorno dell’incontro a Londra di Volodymyr Zelensky con Starmer, Macron e Merz. Domani il presidente ucraino sarà in Italia, ma a margine del vertice di Downing Street sono già arrivate novità molto importanti sotto tre aspetti: il successore di Andriy Yermak, le prossime tappe del negoziato, i nodi fondamentali della trattative.
Punto tre: il tentativo di colpo di Stato in Benin sta assumendo di ora in ora contorni sempre più interessanti. La partita non è più confinata a una manciata di soldati: stanno scendendo in campo anche le maggiori potenze regionali. È un fatto particolarmente rilevante, per quanto alcuni aspetti della vicenda restino tuttora oscuri.
Finale asiatico: le storie fra Cina e Giappone continuano a restare tese. Nelle ultime ore è andato in scena uno degli incidenti militari più gravi degli ultimi anni. L’impressione è che di questa vicenda continueremo a parlare per tutto il 2026. Nessuno sente di poter arretrare – ed entrambi probabilmente hanno ragione nel pensarlo. Il problema è che il rischio di un confronto, di un errore di calcolo, di questo passo, aumenta e continuerà ad aumentare sensibilmente.
Avete capito, le acque sono sempre più agitate. C’è necessità di scrutare l’orizzonte. Facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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