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Pubblicato il 09 dicembre 2025
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇪🇺🇺🇸🇷🇺🇧🇾🇱🇹🇻🇪 Buonasera a tutti. É una giornata a dir poco importante, forse decisiva, in vista dei prossimi mesi.
Attendevamo retroscena sui negoziati in corso fra Stati Uniti, Ucraina e Russia. Abbiamo in realtà qualcosa di più: una deadline e un futuro che potrebbe cambiare molto rapidamente.
Non è banale che queste notizie arrivino nel giorno in cui il Vecchio Continente si interroga sulla portata delle ultime bordate riservate da Donald Trump a Volodymyr Zelensky.
Funzionari occidentali interpellati al riguardo non si dicono “sorpresi” dall’affondo del Presidente americano, ma chiariscono che l’attacco in questione potrebbe essere diverso da tutti gli altri.
Perché? Perché Trump vuole chiudere il “deal” in Ucraina. E perché i messaggi che arrivano dagli Stati Uniti sono abbastanza chiari: crediamo che Zelensky rappresenti un ostacolo alla pace.
Perché è importante? Perché il presidente ucraino potrebbe essere oggetto di un tentativo di spallata. Ne parleremo approfonditamente nel punto nave.
Piccola nota a margine: piaccia o meno, con Trump bisognerà continuare a fare i conti almeno fino al 2028.
Spoiler: non è scritto da nessuna parte che il suo successore sia meglio disposto nei confronti dell’Europa e dell’Ucraina.
Come dite? Se avesse vinto Kamala Harris parleremmo di un mondo diverso? È probabile. Ecco, oggi è arrivata conferma che Kamala Harris potrebbe essere presto di nuovo in campo. Vedremo cosa ne pensano gli americani, ma le notizie che arrivano sono quanto meno interessanti.
Altri argomenti: un Paese baltico è stato costretto a dichiarare lo stato d’emergenza nazionale. No, non è un fatto normale.
Chiusura per il Venezuela. La situazione di sicurezza attorno a María Corina Machado è preoccupante. Attorno alla migliore speranza per l’opposizione venezuelana sta sviluppandosi un vero e proprio “giallo”.
Viviamo tempi pericolosi. È bene stringersi forte. Facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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