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Pubblicato il 16 dicembre 2025
Lasciando Berlino, finalmente a bordo dell’aereo presidenziale, i vuoti d’aria costringono più di un giornalista a cercare un appiglio cui aggrapparsi. Ma Volodymyr Zelensky non ne ha bisogno. A vivere in equilibrio precario ha fatto l’abitudine ormai da molto tempo.
Eppure da una difficoltà può sorgere un’opportunità, come sempre. Così la situazione di instabilità che lo circonda sembra fatta apposta per suggerirgli la parola che sta cercando: “Turbolenze”.
Se anche quest’ultimo approccio diplomatico dovesse fallire, se Vladimir Putin dovesse dire “no” ai termini di pace faticosamente concordati fra Ucraina, Europa e Stati Uniti, cosa accadrebbe?
Zelensky risponde con onestà: “Ci sarebbero turbolenze”.
Per capire a cosa si riferisca il Presidente bisogna analizzare la questione sotto molti aspetti. E guardando negli occhi la verità, sempre necessaria per sopravvivere in tempo di guerra.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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