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Pubblicato il 17 dicembre 2025
La madre di famiglia partita da Besançon non trattiene la sua amarezza: “Abbiamo pagato i biglietti in contanti: quasi 1500 euro per l’andata per tutta la famiglia. E non abbiamo altra scelta che aspettare”. In Algeria, i suoi quattro figli avrebbero dovuto raccogliersi sulla tomba del loro padre. Ma adesso “siamo parcheggiati come bestiame, non sappiamo nulla, la compagnia ci ha lasciati nella totale ignoranza”.
Sono rimostranze legittime, quelle di chi non può sapere che all’interno del “Fantastic” – traghetto italiano lungo 180 metri, capace di trasportare fino a 2000 passeggeri – sta consumandosi un altro tipo di traversata: quella dentro i sistemi della nave.
È lì che qualcuno sta lasciando tracce che non possono essere ignorate, mentre altri si adoperano per garantire la pubblica sicurezza, scongiurando uno scenario potenzialmente inquietante.
Così una storia di spie prende forma lontano dai ponti affollati e dalle lamentele dei passeggeri. Si snoda attraverso segnali intercettati, dispositivi sconosciuti e un traghetto di linea trasformato, per alcune ore, in un nodo sensibile della sicurezza europea.
Ancora: è una storia di servizi segreti in competizione, forse l’ennesimo atto di una guerra ibrida che va in scena ormai in superficie.
E sono gli 007 italiani, venerdì scorso, i primi a inaugurare la partita. Meglio: a rispondere a una minaccia che si muove in acque torbide, attraverso il Mediterraneo.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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