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Pubblicato il 23 dicembre 2025
🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇨🇳🇺🇸 Buonasera a tutti. Una premessa è d’obbligo: il punto nave di oggi non osserverà il clima natalizio.
E voi direte: “Ma come? Ma pure sotto le feste?“. Pure. Non faccio io le regole. E quelle in giro per il mondo sono chiaramente saltate da tempo.
Da dove partiamo? Da una brutta notizia per l’Ucraina dal punto di vista militare.
Era completamente inaspettata? No. Ne avremmo fatto volentieri a meno? Sì. Insieme cercheremo di valutarne l’impatto sul terreno.
Promemoria: mentre noi ci interroghiamo sugli ultimi regali da comprare o su cosa mangiare alla vigilia di Natale, intere regioni ucraine sono da ore prive di elettricità per effetto degli attacchi russi. No, non dobbiamo sentirci in colpa: molte cose sono chiaramente oltre il nostro controllo. Ma dovremmo essere grati.
Perché?
Perché pur con tutte le difficoltà delle nostre piccole vite siamo fortunati a poter celebrare un Natale “normale“.
Perché non è un diritto acquisito, come rischiamo di scoprire in un futuro purtroppo non troppo lontano.
E perché se abbiamo questo privilegio è perché qualcuno, da quattro anni, impedisce a Vladimir Putin di concentrarsi su altri obiettivi.
Andiamo avanti. Un report del Pentagono è destinato a suscitare profonda inquietudine fra i parlamentari americani del Congresso. Quanto meno fra quelli che masticano temi come difesa e sicurezza nazionale. Notizia: la Cina si muove, come nel suo stile, silenziosamente. Ma lo fa in una maniera che rischia di creare molti pericoli, anche per gli Stati Uniti.
Chiusura col botto. Il Dipartimento di Giustizia ha rilasciato un nuovo lotto di documenti relativi ai famosi Epstein Files. Se il primo si era rivelato pressoché innocuo per Donald Trump, questo sembra avere il potenziale per fare molto male al Presidente degli Stati Uniti. Sicuramente sul piano dell’immagine. E di conseguenza sul piano politico.
Lo avete capito. Anche stasera abbiamo molto di cui parlare.
Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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