Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 27 dicembre 2025
🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇺🇸 Buonasera a tutti. Chi è sopravvissuto all’attacco missilistico della notte scorsa racconta il raid russo abbattutosi su Kyiv come un’esperienza simile a quella di un forte terremoto.
L’attacco è iniziato poco prima delle 2:00 del mattino, quando dal territorio della Federazione Russa sono partiti diversi missili ipersonici Kinzhal, missili balistici Iskander e un gruppo di missili da crociera Kalibr, tutti diretti contro la capitale ucraina.
Poi è stata la volta dei droni.
L’allarme antiaereo è durato quasi dieci ore. Le autorità lo hanno revocato soltanto dopo le 11:00. Ma proprio quando tutto sembrava finito, un’altra ondata di droni ha preso di mira Kyiv per oltre un’ora.
L’attacco ha interrotto il riscaldamento a un terzo della città, ha lasciato 700mila persone senza elettricità, un milione di case senza corrente a Kyiv e dintorni, per non parlare di quelle rimaste senz’acqua.
Eppure i dettagli tecnici, i freddi numeri, non restituiscono la portata del terrore.
Quando uno di questi missili ha raggiunto un condominio nel distretto Shevchenkivskyi, la finestra di una cucina in via Oleny Telihy è andata in frantumi. L’onda d’urto ha sfondato la porta di una stanza, mentre altre camere sono state invase da fumo e polvere. Un balcone al quarto piano è sparito del tutto. Il 73enne Liubov Chernenko, che ha vissuto per tutta la vita in quell’edificio, dice di non aver sentito nemmeno l’esplosione: “Le cose hanno semplicemente iniziato a volare intorno a me. È stato orribile”, appunto, “sembrava un terremoto”.
Forse solo in questo modo, passando dal racconto generale a quello “personale”, è possibile intuire l’importanza dell’incontro di domani fra Volodymyr Zelensky e Donald Trump in Florida.
In questo senso, abbiamo molti retroscena da approfondire. Riguardano le mosse degli attori principali del conflitto: la politica, la strategia, l’intelligence, il campo di battaglia. Tutti elementi da cui dipende la vita di milioni di persone.
E allora andiamo, abbiamo bisogno di guardarci intorno e di capire. Come sempre, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti