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Pubblicato il 03 gennaio 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇻🇪 Rieccoci per il secondo punto nave di giornata. Ma prima una premessa.
Stanno arrivando i post degli intelligenti a prescindere, degli indignati in servizio permanente, degli abitanti della parte sbagliata della Storia.
Da un paio d’ore a questa parte ci raccontano che questa operazione è tale e quale a quella della Russia in Ucraina, che gli Stati Uniti sono cambiati, che l’ordine internazionale è saltato.
Una paio di concetti per loro.
Il primo, “ben svegliati”. Se non avete capito che il mondo è cambiato il 24 febbraio 2022, che le regole di ieri non sono quelle di oggi e non saranno quelle di domani, ho un messaggio per voi, siete in ritardo di qualche anno.
Il secondo: tempo qualche ora e il popolo venezuelano chiarirà che la vostra interpretazione dei fatti – caratterizzata da palesi pregiudizi antioccidentali – è ancora una volta sbagliata.
Milioni di venezuelani attendevano l’arresto di Nicolàs Maduro da anni (complimenti alle forze armate americane, riuscite nell’impresa di catturarlo vivo).
Con ogni probabilità, nel momento in cui la notizia si diffonderà a Caracas, il popolo venezuelano tenterà di prendere le strade per festeggiare la liberazione del Paese.
Perché? Perché di questo si tratta.
Non lo dico io: lo dice la leader dell’opposizione che ha vinto le ultime elezioni, Marìa Corina Machado. Lo dicono i familiari dei dissidenti, delle persone che hanno perso la vita per combattere questo regime.
E quindi?
E quindi a Donald Trump quel che è di Donald Trump.
Oggi ha posto le basi per restituire la libertà a milioni di venezuelani.
Ha altri interessi? Probabile, ma chi piange per Nicolás Maduro dovrebbe vergognarsi.
È finita? No. Ma il mondo libero è in una posizione di vantaggio.
E adesso? E adesso torniamo alla cronaca, ai retroscena, agli scenari.
Facciamo un punto nave. Buona lettura agli iscritti al Blog.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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