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Pubblicato il 04 gennaio 2026
🚨🪖🇻🇪🇺🇸🇬🇧🇪🇺🇰🇵🇰🇷🇨🇳🇮🇷 Buongiorno a tutti. Com’è andata la notte? Per Nicolás Maduro e consorte non benissimo.
L’ex dittatore venezuelano e sua moglie stanno trascorrendo le loro prime ore da detenuti all’interno del Metropolitan Detetion Center di New York City, una struttura famosa per aver ospitato negli anni diversi volti celebri del crimine, ma soprattutto come prigione “terribile“, caratterizzata da condizioni disgustose, carenza cronica di personale, interruzioni di corrente e violenza degli altri detenuti.
Se non fosse per quel senso di umana pietà venuto a galla spontaneamente, osservando l’andatura claudicante di un gigante di 63 anni sottoposto all’umiliazione di una caduta tanto spettacolare quanto storica, verrebbe da commentare il tutto con un ironico “auguri”, più o meno la stessa battuta – “Happy New Year!”- che Maduro ha ripetuto compulsivamente ogni volta che le telecamere ne hanno immortalato la passeggiata scortata da decine di agenti.
Eppure la realtà è che Maduro ha oggi ciò che merita. Per non parlare del fatto che fino all’ultimo momento il tiranno ha avuto l’opportunità di concedere a sé stesso e alla propria famiglia un esilio dorato all’estero.
A questo proposito, i prossimi mesi potrebbero riservare ancora dei colpi di scena.
Cosa voglio dire? Che non è ancora detto che Maduro trascorrerà ciò che resta della sua esistenza in una prigione statunitense. Ma questo è discorso è ancora prematuro. Ne riparleremo.
Per il momento occupiamoci dell’attualità, quella che più interessa milioni di venezuelani nel Paese e all’estero. La notte italiana ha portato in dote notizie, informazioni, retroscena, indizi molto interessanti su ciò che potrebbe accadere nelle prossime ore.
E poi? E poi tenteremo di allargare il raggio del nostro radar pure oltre in Venezuela. Magari non in maniera approfondita come facciamo solitamente, ma analizzeremo sviluppi interessanti provenienti da diversi teatri operativi: l’Iran, il Pacifico e…i cieli europei. Ci sono “avvistamenti” insoliti di cui discutere.
Bene, direi che come presentazione è stata anche fin troppo lunga. Abbiamo molto da dirci. Non perdiamo altro tempo. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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