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Pubblicato il 07 gennaio 2026
🚨🪖🇺🇸🇷🇺🇻🇪🇩🇰🇬🇱🇮🇷 Buonasera a tutti. A un certo punto sarà chiaro che la realtà ha di gran lunga superato la fantasia, che sono tempi duri per gli sceneggiatori, che è un posto molto pericoloso il mondo là fuori.
Per capire basta portare indietro le lancette di qualche ora: forze speciali americane abbordano una nave battente bandiera russa. E l’operazione è così ardita da fare storcere il naso pure ai cultori di un po’ di sano realismo nei film d’azione: “Sicuri di non aver esagerato con l’immaginazione?“.
No, questo non è Caccia a Ottobre Rosso, ma il coinvolgimento (marginale) di un sottomarino russo non è certo un dettaglio da poco. Insieme ne analizzeremo le implicazioni.
E poi? E poi la lingua batte dove il dente duole. Vale per il sottoscritto (purtroppo), ma pure per chiunque abbia capito di dover fare i conti con un giocatore che esce fuori dagli schemi, che rompe con la tradizione. Di chi sto parlando? Del presidente degli Stati Uniti, ancora una volta.
Altro? Molto. In Venezuela la notte scorsa ha esposto una grande debolezza del regime e aumentato i rimpianti dell’opposizione. Ma se María Corina Machado sembra oggi fuori dai giochi (e non lo è, non ancora) lo si deve anche a un rapporto di intelligence classificato portato sulla scrivania di Donald Trump, non solo al rancore scaturito dalla mancata vittoria del Nobel.
Domanda: il trono di Delcy Rodriguez è blindato, al riparo da ogni scossone? Risposta: no. E vedremo qual è l’uomo – venezuelano – da cui dovrà guardarsi le spalle nei prossimi giorni.
Chiusura dedicata all’Iran. Notizia: sta scendendo in campo il principe in esilio. Ma attenzione a chi, analizzando queste proteste sui social, cerca di bruciare le tappe e anticipare scenari al momento privi di fondamento.
C’è bisogno di chiarezza? Sì. E allora andiamo, abbiamo molto da raccontare, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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