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Pubblicato il 08 gennaio 2026
🚨🪖🇮🇷🇻🇪🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Buonasera a tutti. Che succede? Succede che quella di oggi è finora la giornata più importante dall’inizio delle proteste in Iran.
Il Blog ha raccontato l’avvio degli scioperi dei negozianti di Teheran fin dalle primissime ore, in solitaria, quando ancora non faceva notizia.
Adesso è in atto il fenomeno inverso: si è capito che il tema interessa (e menomale), che il tema probabilmente porta pure abbastanza clic. Risultato: da giorni ogni notte diventa quella “decisiva”.
Cosa sto dicendo? Che un regime che detiene il controllo delle armi, che ha una lunga esperienza nella repressione del dissenso, non si caccia dalla sera alla mattina.
E poi? E poi che se si considerano tutte le ondate di proteste scoppiate dal 2017 ad oggi quella in corso è – per ora – “solo“ al quarto posto per partecipazione e diffusione.
Quindi? Quindi grande attenzione agli acchiappa-like.
Però c’è un “però”.
Quella di oggi è una giornata da cerchiare di rosso sul taccuino.
Perché? Perché il Blog ha registrato un salto di qualità importante, nelle strade e fra gli attori di questa partita.
Spoiler: stiamo finalmente entrando nel vivo. E questa sera vedremo insieme perché.
C’è altro? Sì.
Domanda: che succede se la variabile impazzita, la mina vagante del regime decide che il “nuovo Venezuela” non può essere governato da Delcy Rodriguez?
La risposta è oggetto di attente valutazioni in queste ore da parte dell’intelligence degli Stati Uniti. Oggi chiariremo quali sono le prime deduzioni degli americani e quali i veri rischi.
E poi? E poi sveleremo un retroscena proveniente direttamente dallo Studio Ovale. Quando si scrive che Donald Trump è un presidente atipico, un giocatore che esce dagli schemi tradizionali, ci si riferisce anche a episodi come quelli che hanno visto protagonisti quatto giornalisti a stelle e strisce.
Infine: un alert importante e inusuale in arrivo dall’intelligence di Kyiv.
Fine delle presentazioni. Abbiamo molto da dirci. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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