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Pubblicato il 17 gennaio 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇬🇱🇩🇰🇪🇺🇮🇱🇮🇷 Buonasera a tutti. Cos’abbiamo qui? Un sabato che sembrava sereno, al punto da risultare sonnolento, e che invece ha deciso nelle ultime ore di ricordarci che siamo pur sempre nel 2026. E che quindi un giorno di tregua non c’è.
Che succede? Succede che Donald Trump is in the (White) House.
E si vede. E si sente.
Per mesi, il Blog ha posto l’accento sulle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sulla Groenlandia.
Lo ha fatto in tempi non sospetti, più di un anno fa – quando ancora la vicenda veniva raccontata urbi et orbi come una boutade, una trumpata, un argomento divertente. Lo ha fatto tentando di spiegare come quella per l’isola fosse in realtà una vecchia ossessione da prendere sul serio.
La giornata di oggi segna però un’escalation: siamo ufficialmente in un territorio nuovo e parzialmente inesplorato.
No, non quello delle frasi roboanti e delle dichiarazioni di condanna, ma di una vera crisi diplomatica fra Alleati.
Insieme, cercheremo di andare oltre le prese di posizione degli indignados in servizio permanente, tentando di capire ciò che più ci interessa: cosa sta succedendo, la posizione dell’Italia (sì, al di là della politica dei partiti) e cosa aspettarci adesso.
Spoiler: non è e non sarà l’unica crisi che racconteremo questa sera.
Una, abbastanza incredibilmente – eppure in qualche modo attesa – riguarda Stati Uniti e Israele. Sì, arriva proprio adesso, nel momento peggiore possibile.
C’è altro? Certo. C’è che Ali Khamenei ha manifestato l’intenzione di porre rapidamente fine alla sua esperienza terrena.
E quindi devo ripetermi: che succede? Succede che il mondo ha ripreso a correre a un ritmo folle. È difficile stargli dietro. E allora facciamo ricorso alle uniche armi che conosciamo per non essere sbalzati fuori dalla tempesta: notizie, fatti, retroscena.
Andiamo, facciamo un punto nave. Buona lettura agli iscritti al Blog.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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