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Pubblicato il 19 gennaio 2026
🚨🪖🇺🇸🇪🇺🇬🇱🇩🇰🇷🇺🇮🇷🇨🇳 Buonasera a tutti. Che succede? Succede che per il Blog sta diventando sempre più difficile convincere i propri lettori che stiano leggendo uno spazio d’informazione riguardante la geopolitica, non una rivista digitale impegnata nel racconto di fantascienza dispotica o nella satira grottesca.
Cos’abbiamo qui? Un presidente degli Stati Uniti che minaccia di conquistare la Groenlandia come ritorsione per non avere ricevuto il Nobel per la Pace. E poi? E poi lo stesso presidente che invita Vladimir Putin a far parte del “Consiglio della Pace”.
Già così dovrebbe essere chiaro che ci muoviamo in un ambito farsesco.
Ennio Flaiano a questo punto avrebbe detto che “la situazione è grave ma non seria“. Ma il dramma dei tempi che viviamo è che la situazione è così grave da dover essere presa sul serio.
Domanda: esiste un modo per fermare Trump senza darsi una zappa sui piedi? È il quesito che da (almeno) 48 ore a questa parte tortura i leader europei.
Risultato: sono in corso tre guerre.
Quella dei dazi.
Quella per guidare la risposta ai dazi all’interno dell’Unione Europea.
E quella del calendario (e vedremo perché questa è particolarmente importante).
Altra domanda. Anzi, altre domande. Mentre tutti parlano di Groenlandia, cosa sta accadendo sul terreno – ghiacciato – dell’isola più famosa del momento dal punto di vista militare?
E ancora: che notizie arrivano dall’Iran? Dove si trova (e quando arriva) la portaerei americana in avvicinamento?
Di più: perché nelle ultime settimane le forze speciali cinesi hanno intensificato l’addestramento per condurre un’operazione in tutto e per tutto simile alla cattura di Nicolás Maduro?
Come avrete intuito, non c’è un angolo di mondo in cui sia possibile darsi tregua. Siamo circondati. Manca solo l’invasione aliena. Alt, non è escluso che prima o poi arrivi pure quella.
E allora? E allora è tempo allora di mettere a tacere il rumore di fondo, di concentrarsi su ciò che più conta: i fatti, più delle parole. I retroscena, prima delle dichiarazioni pubbliche.
E quindi? E quindi andiamo, come sempre, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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