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Pubblicato il 24 gennaio 2026
🚨🪖🇺🇸🇨🇳🇷🇺🇪🇺🇮🇷🇰🇵 Buonasera a tutti. Che succede? Succede che abbiamo tra le mani un documento di massima importanza: la nuova Strategia di Difesa Nazionale degli Stati Uniti d’America.
Premessa: su ognuna delle 25 pagine rilasciate dal Pentagono è riportata la dicitura “Unclassified”, ma sarebbe sbagliato farsi illusioni. Nessuna potenza degna di definirsi tale svela i suoi piani al mondo e ai propri avversari.

Eppure, ribadisco, trattasi di documento fondamentale. Perché? Di certo non per i motivi che leggerete a destra e a manca.
Per essere chiari: no, non c’è notizia di un disastro alle porte, di un abbandono dell’Europa a partire da domani, di un’alleanza Casa Bianca-Cremlino e neanche di un ritiro dal mondo dell’isolazionista Trump.
E allora? E allora ci sono almeno due motivi per cui è valsa la pena studiare per l’intera giornata su queste pagine.
Il primo: perché questo documento – a sapere dove cercare – contiene comunque indizi, tracce importanti, sulle intenzioni degli Stati Uniti per il mondo di domani.
Il secondo: perché qualcuno doveva pur farlo. Che cosa? Rispondere agli analisti e agli osservatori accecati dall’ideologia, replicare ai politici che sfrutteranno questo documento – com’è legittimo, normale, dal momento che fanno un altro mestiere – per mettere in guardia l’Europa dall’America “cattiva” di Trump.
Spoiler: l’America non è cattiva, ha semplicemente deciso di fare i propri interessi. Ma, notizia: non solo questi interessi ci riguardano, è che in questi interessi (i loro) giochiamo ancora un ruolo fondamentale.
E allora: la National Defense Strategy è un pozzo di informazioni. Le potenze più evolute saranno certamente in grado di interpretarle.
Noi, stasera, tenteremo di fare altrettanto. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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