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Pubblicato il 30 gennaio 2026
🚨🪖🇮🇷🇺🇸🇮🇱 C’è un tempo per la diplomazia e un tempo per la guerra. Il tempo per la diplomazia si sta esaurendo. La guerra sta arrivando.
Buonasera a tutti. Il Medio Oriente è sull’orlo di una crisi che promette di far impallidire quella sperimentata durante la Guerra dei 12 Giorni.
L’accumulo di risorse, uomini, mezzi militari americani nella regione suggerisce un esito abbastanza prevedibile.
La valutazione degli apparati di difesa e sicurezza israeliani è che gli Stati Uniti abbiano superato il punto di non ritorno: un attacco contro l’Iran sarebbe ormai inevitabile.
Ne consegue una valutazione aggiuntiva: l’Iran colpirà Israele. E poi sarà guerra totale.
Questa sera risponderò ad alcune delle (molte) domande ricevute anche in privato e via mail nelle scorse ore. No, non è possibile determinare con precisione l’ora e il minuto in cui gli americani daranno il via alla loro campagna. Ma non significa che siamo completamente al buio.
Per anticipare il futuro possiamo guardare al passato.
Può sembrare un paradosso, ma è un metodo collaudato per ipotizzare quale potrebbe essere la condotta scelta dal presidente degli Stati Uniti.
C’è altro? Sì, molti retroscena.
I lettori più attenti ricorderanno come il Blog, nei giorni scorsi, avesse messo in guardia da possibili “sorprese” firmate dall’intelligence USA. Ebbene, almeno un dietro le quinte conferma che Washington sta valutando un’opzione simile.
Ancora: ci sono immagini satellitari che spiegano in parte il motivo per cui Donald Trump abbia ripreso, da un giorno all’altro, a parlare di minaccia nucleare da parte di Teheran. A questo proposito: alcuni di voi ieri sera si interrogavano sul dispiegamento dei “nuke sniffers”, gli annusatori nucleari. Tenteremo di capirci anche su questo aspetto.
In chiusura: abbiamo la soluzione al mistero di ieri sera. Chi viaggiava a bordo dell’aereo governativo iraniano diretto a Mosca?
Avete capito: quello di oggi sarà un appuntamento probabilmente atipico. Ciò che non cambia è che il mondo è in tempesta. E che per non perdere la rotta, abbiamo bisogno di saperne di più.
E quindi? E quindi andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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