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Pubblicato il 30 marzo 2026
🚨🪖🇮🇹🇺🇸🇮🇱🇮🇷🇭🇺🇪🇺🇺🇦🇷🇺 Buonasera a tutti. Che succede? Succede che il Blog ha trascorso il weekend e le ultime ore andando a caccia di retroscena. Nel centrodestra la strada è tracciata: Giorgia Meloni ha deciso di resistere alla tentazione di tornare alle urne. Almeno per il momento. Ma allora perché le fibrillazioni dentro i partiti di maggioranza non si placano? E perché al di là delle dichiarazioni di compattezza si teme lo scenario di un “incidente” politico? Per quanto riguarda le opposizioni, lo stato dell'arte è altrettanto caotico. Giuseppe Conte è convinto di essere il favorito per le primarie di coalizione (con qualche ragione). Ma all'interno del Pd, sotto traccia, c'è chi spera ancora di poter mescolare le carte. In che modo? Giocando un nome “terzo” rispetto all'avvocato e a Elly Schlein. Finora sono stati fatti tanti nomi: nessuno di questi ha le credenziali per sbaragliare la concorrenza. E allora? E allora la premessa è d'obbligo: chi sta lavorando a questa carta la definisce un'idea allo stato embrionale, una suggestione. Di più: nulla dice che il diretto interessato sia disponibile a prestarsi all'operazione. Eppure il nome scoperto dal Blog sarebbe abbastanza clamoroso, è una storia che merita di essere raccontata. Altro? Sì. Andiamo in Iran, dove le crepe all'interno del regime si approfondiscono. Ci sono report che descrivono il presidente Pezeshkian come “ostaggio” dei Guardiani della Rivoluzione. Gran finale con la politica ungherese. Abbiamo sondaggi molto interessanti in vista delle elezioni che scriveranno il futuro di Budapest, ma probabilmente anche di Kyiv e di Bruxelles. Non perdiamo altro tempo. Abbiamo molto da dirci. Andiamo, facciamo un punto nave.
🚨🇮🇹 Chi la conosce ormai da anni, chi ne interpreta gli umori e alle volte ne anticipa i pensieri, sostiene oggi che dopo qualche giorno di effettivo “sbandamento” Giorgia Meloni sia infine tornata “sé stessa, padrona della situazione”, nuovamente in sella. Sono versioni provenienti da persone che le vogliono bene, certo, ma in queste ore pure negli immancabili capannelli in Transatlantico sono in molti - anche tra parlamentari non di primissima fascia - a mostrare con un certo orgoglio “il messaggio che mi ha mandato Giorgia”, quasi a voler provare il suo “ritorno” sulla scena interna.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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