Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 20 aprile 2026
🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Venerdì Santo. In una West Wing semideserta, Donald Trump fa i conti con i suoi fantasmi. Se esiste un momento in cui prova terrore, è esattamente quello.
E cosa fa questo presidente nei frangenti di paura e scoramento? Sfoga la frustrazione come può.
Così urla. Fino a perdere la voce.
Urla contro i suoi assistenti, contro gli Alleati assenti.
Urla. Urla. E perde per qualche tempo la convinzione che lo anima solitamente anche nei momenti più difficili: è quella del sopravvissuto, del predestinato. È quella per cui “alla fine, tutto andrà bene, lo fa sempre”. Eccola, la sua Epic Fury: non il nome dato all'operazione in Medio Oriente, ma il sentimento che sgorga come un fiume in piena. È la rabbia dei presidenti, soprattutto in tempo di guerra. È la stizza provata nei confronti dei prevedibili imprevisti che spostano la traiettoria di un conflitto, obbligando la Casa Bianca - per una volta - a fare ciò per cui non è stata pensata: inseguire, anziché dettare l'agenda.
Urla, furia, paura: il lato nascosto della guerra di Donald Trump. Buona lettura agli iscritti al Blog.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti