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Pubblicato il 25 aprile 2026
🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷🇭🇺⚽🇮🇹 Buonasera a tutti. Il Blog ha il dovere di sfornare un punto nave anche in questa giornata di “festa”. È successo molto (il mondo non si ferma). Ma prima concedetemi un commento rapido su ciò che è accaduto nelle piazze italiane in questo 25 aprile. La Festa della Liberazione si è trasformata in molti casi nel Festival dell’Intolleranza e della Prepotenza. In molti casi addirittura della Violenza. C’è chi ha impedito alla Brigata ebraica di partecipare al corteo di Milano. C’è chi li ha definiti “saponette mancate”. In altre città sono state bruciate bandiere dell’Ucraina o esplosi colpi di pistola ad aria compressa contro due persone che camminavano con il fazzoletto dei partigiani al collo. Fatti diversi, circostanze differenti, contesti distinti. Ma io penso che il clima sia tale da dover pretendere una svolta seria. Non chiedetemi cosa significhi in concreto: per quello che è il mio ruolo posso espormi poco. Penso però sia doveroso chiedere una presa di distanze forte da tutte - e dico tutte - le forze politiche rispetto a tutti - e dico tutti - questi episodi. Di più: penso che in ogni caso non sia sufficiente. Credo che il ministero dell’Interno e il governo abbiano il dovere di valutare per il futuro misure più stringenti, anche a costo di affrontare le critiche per un’eventuale limitazione delle libertà di manifestazione ed espressione. Di certo non è ammissibile che le piazze italiane vengano colonizzate da gruppi che già in passato si sono macchiati di atteggiamenti violent. Se non lo si capisce in tempo, prima o poi, finirà malissimo. E a pagarne il prezzo saranno le persone perbene. Fine del commento. Andiamo ai fatti del giorno. Abbiamo come sempre molti retroscena. Lascio qui il sommario.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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