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Pubblicato il 11 maggio 2026
🚨🪖🇪🇺🇺🇦🇷🇺 La caccia è iniziata. E per la prima volta da anni c’è la sensazione che darà risultato.
Si parla di prime telefonate. Di triangolazioni avviate fra le maggiori cancellerie europee. Di una svolta che potrebbe arrivare già nelle prossime settimane, anche prima dell’estate. Alcune di queste indiscrezioni trovano conferma nei controlli incrociati posti in essere dal Blog. Ed è vero: l’Unione Europea sta cercando il proprio Mister X, l’uomo chiamato a rappresentare gli interessi del Vecchio Continente al tavolo del negoziato con Vladimir Putin.
Non che la premessa sia particolarmente incoraggiante. Sollecitato sull’argomento, il presidente russo replica con un sorriso beffardo: “Per me personalmente sarebbe preferibile l’ex cancelliere della Repubblica Federale di Germania, il signor Schröder”. Aperta provocazione, ipotesi lunare. Non solo - come ricordato da Kaja Kallas - perché “far scegliere a Mosca il nostro rappresentante sarebbe poco saggio”, ma anche perché il profilo in questione si caratterizza per una storia smaccatamente filorussa, simbolo della stagione in cui Berlino pensava di poter addomesticare Mosca con i gasdotti e gli affari, nella convinzione che l’interdipendenza economica fosse sufficiente a contenerne l’aggressività.
Bruciato così il primo nome, non resta che una margherita da sfogliare. Domanda: è possibile che invece di un Mister X tedesco a farsi largo sia una Signora X sempre di Germania? Più di preciso: è credibile che diventi la Signora Merkel la rappresentante dell’Europa nei colloqui con Vladimir Putin? Per quanto riproposta a più riprese ormai da anni, fonti europee consultate dal Blog escludono pure questa possibilità. Per citare un politico di Bruxelles con diverse legislature alle spalle, “l’inviato europeo per Russia e Ucraina non può essere l’Anticristo per l’Ucraina”. Il fatto è che il nome di Merkel, a Kyiv, è inestricabilmente associato a Minsk, alla stagione dei compromessi al ribasso, delle promesse non mantenute, degli errori storici che hanno portato all’Ucraina la guerra in casa. E allora? E allora occorre guardarsi intorno, scavare in profondità, fare affidamento sulle fonti tripla A: quelle che sì, come tutti possono sbagliare, ma restituiscono un’istantanea reale dello stato dell’arte. Sono loro, dopo molte sollecitazioni, a giurare che in effetti esiste un Mister X che oggi può essere considerato più Mister X di tutti gli altri.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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