Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 25 maggio 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇫🇷🇧🇾🇪🇪🇬🇧 Per diverse ore, la sola versione ufficiale sul contenuto di quella “misteriosa” telefonata porta la firma della presidenza bielorussa. Se infatti dall’Eliseo tutto tace, è invece Minsk a squarciare il velo di riservatezza, a comunicare che “i due capi di Stato hanno discusso di questioni regionali, nonché delle relazioni della Bielorussia con l'Unione Europea e con la Francia in particolare”.
E Parigi? Parigi tace. Voleva forse che la conversazione restasse confidenziale? L’esordio della vicenda dovrebbe essere abbastanza per attirare l’attenzione di media sistematicamente distratti. Emmanuel Macron e Aleksandr Lukashenko non parlavano da anni. Per essere precisi: non si sentivano al telefono dal 26 febbraio 2022. Non una data banale: due giorni dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Quella, come Volodymyr Zelensky tiene sempre a ricordare, avvenuta anche dal territorio della Bielorussia.
Erano i giorni in cui Macron sembrava ancora credere nella possibilità di una soluzione diplomatica: i contatti con Putin, il tentativo disperato di ricacciare il genio nella lampada, e poi una telefonata di un’ora e venti minuti con il leader della “Russia Bianca”.
Ma adesso i media bielorussi precisano: è stata la parte francese ad avviare la chiamata. Così la domanda sorge spontanea: perché Emmanuel Macron decide di tornare a parlare col dittatore di Minsk proprio in questa fase? E cosa doveva comunicare di tanto importante?
Non è l'unico punto interrogativo di questa storia. E nemmeno il solo legato a questioni di calendario.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti