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Pubblicato il 15 giugno 2026
🚨🚨🚨🪖🇮🇱🇮🇷🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Buonasera a tutti. Da “Help is on the way!”, l’aiuto è in arrivo, a “Let the oil flow!”, lasciate scorrere il petrolio, il passo non è stato breve ma fatale.
La firma sull’accordo con l’Iran - arrivata nella giornata di ieri in formato digitale - rischia di rappresentare la pietra tombale sulle speranze di cambiamento per il Medio Oriente, per l'ambizione di abbattere quel regime sanguinario che risponde al nome di Repubblica Islamica. Cos’abbiamo qui? Milioni di cittadini iraniani a cui è stato detto e ripetuto di aspettare un segnale prima di uscire nelle strade. Stanno ancora aspettando. Altro? Sì. Abbiamo un Israele mai così isolato a livello internazionale e adesso alle prese con la prospettiva - concreta, reale - di perdere per strada il suo ultimo e più potente alleato.
A sventare questo scenario, a evitare questo disastro strategico, possono essere soltanto la geopolitica e il fato, in definitiva le “circostanze”. Per una guerra dominata dal punto di vista militare è molto meno del minimo sindacale.
Ma un popolare detto persiano afferma: “Lancia una mela in aria. E girerà mille volte prima di cadere a terra”. Cosa sto cercando di dirvi? Che 60 giorni, quelli in cui gli Stati Uniti dovranno negoziare con l'Iran a proposito di nucleare, sono tanti. Ma possono anche diventare eterni. Molte cose possono accadere. Altrettante possono essere determinate dalle mosse di un soggetto in particolare: Bibi Netanyahu. Il Blog affida per questo ai suoi lettori una previsione su cosa farà il primo ministro israeliano. In chiusura avremo anche notizie importantissime dall'Ucraina. Non perdiamo altro tempo. Facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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