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Pubblicato il 21 giugno 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇧🇾 Buonasera a tutti. A partire dalle 9:00 di questa mattina, nessuno può più nascondere la portata della crisi. Non bastano razionamenti, stratagemmi comunicativi, operazioni di maquillage: la Crimea è sotto attacco. E lo resterà a lungo.
La prima conseguenza di questa clamorosa offensiva ucraina si tocca con mano nella quotidianità di migliaia di civili, di aspiranti vacanzieri russi colpiti dalla brutalità della guerra che giunge all’improvviso. È il rovescio della medaglia, il conto da pagare per un errore fatale: per eventuali reclami, citofonare Cremlino.
La notizia che apre la giornata sorprende fino a un certo punto: il carburante è (quasi) finito, non è più possibile fare benzina. Il resto è storia degli ultimi minuti: a Sebastopoli l’illuminazione stradale è spenta, tutti gli eventi di massa sono stati cancellati, i centri commerciali e i supermercati hanno chiuso in anticipo.
Cos’abbiamo qui? Uno sviluppo rispetto al quale il Blog aveva messo in allerta i lettori nei giorni scorsi, ma a dirla tutta anche un precipitare degli eventi, un deterioramento della situazione per le forze di occupazione russe, che per velocità e ritmo sta rappresentando una sorpresa anche per il sottoscritto.
Le parole di Sergey Aksyonov, governatore illegittimo della regione annessa da Mosca, avrebbero dovuto essere oggi la notizia d’apertura dei tg. Non ho aperto la tv - non lo faccio mai mentre scrivo - ma sono pronto a scommettere che non sia stato così. Perché? Perché a queste latitudini si fatica a cogliere pienamente la portata di quanto sta accadendo in Crimea. Perché non è chiaro che le prossime settimane saranno movimentate, ricche di sorprese, ma potenzialmente molto pericolose.
Nell’appuntamento di oggi tenteremo di fare chiarezza. E come? Come sempre: attraverso fatti, analisi e retroscena. Non perdiamo altro tempo. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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