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Pubblicato il 23 giugno 2026
🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇧🇾🇮🇹 Buonasera a tutti. Il punto nave dedicato al report consegnato dall’opposizione bielorussa in esilio al governo ucraino è stato uno dei più letti degli ultimi mesi. Nel ringraziarvi per l’attenzione, vi anticipo che questa sera faremo un passo oltre, completeremo quel lavoro. Perché? Perché l’oggetto principale di quel documento di 30 pagine non è (solo) l’analisi degli indicatori che ha portato i dissidenti a pronosticare una prossima entrata in guerra di Aleksandr Lukashenko al fianco di Vladimir Putin.
No. Il messaggio più importante è rappresentato da un appello accorato all’Occidente affinché si muova adesso, prima che la situazione precipiti, prima che l’escalation vada fuori controllo.
Perché è importante? Perché il regime sta riproducendo per filo e per segno elementi di preparazione all’aggressione già osservati fra il 2020 e il 2022. L’assenza di misure preventive in quel periodo ha consentito al Cremlino di utilizzare il territorio bielorusso per invadere l’Ucraina. Per questo l’opposizione in esilio avverte: “È necessario un immediato rafforzamento della pressione per non permettere il ripetersi di questo errore”.
Domanda: quali sono gli indicatori che dovrebbero fare risuonare gli allarmi all’interno delle cancellerie occidentali? Per rispondere in maniera semplice basta fare un esempio molto pratico: se veniste a sapere che la vostra città dovrà affrontare una forte tempesta, un periodo di isolamento dal resto del mondo, cosa fareste? Probabilmente fareste provviste di ogni sorta, cerchereste di acquistare per tempo tutto l'occorrente per sopravvivere il più a lungo possibile in condizioni estreme. È esattamente quanto fecero a Minsk e a Mosca prima dell'attacco. Perché? Perché sapevano che la guerra in Ucraina avrebbe comportato una risposta da parte dell’Occidente. E che questa si sarebbe tradotta in limitazioni di tipo finanziario, industriale e logistico. Cosa fecero allora Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko? Molte cose. Ne citiamo solo alcune, prima di passare al sodo:
La tesi del rapporto bielorusso è che quel copione stia tornando: non per forza con gli stessi strumenti, ma con la stessa logica di fondo. Prima si costruiscono riserve, canali alternativi, infrastrutture logistiche e industriali; poi, quando il costo politico è già stato assorbito, si passa alla fase successiva, si passa all’azione.
E allora? E allora la richiesta dei dissidenti bielorussi è molto semplice: c'è da preoccuparsi, serve un colpo preventivo, serve adesso.
Avremo poi tanti altri retroscena: un sondaggio segreto condotto a Mosca e una voce inquietante che filtra dalla cerchia di Vladimir Putin. Di più: un vecchio patto fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini che continua a reggere e la strategia del premier in vista del voto. Facciamo un punto nave. Buona lettura sul Blog.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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