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Pubblicato il 24 giugno 2026
🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇧🇾🇺🇸 Buonasera a tutti. C’è chi mi chiede (e si chiede) perché della tensione al confine fra Ucraina e Bielorussia sui giornali e nei tg si parli poco o nulla. Non sono nessuno per rispondere delle scelte editoriali altrui. Ma una cosa posso dirvela: la situazione merita di essere seguita con estrema attenzione. Se non vi fidate del sottoscritto, orientate il radar verso pubblicazioni di livello indiscusso: WSJ, Institute for the Study of War, per citarne due, hanno iniziato a stilare possibili scenari e ad andare a caccia di retroscena. Che significa? Forse che nel suo piccolo questo spazio d'informazione indipendente ha visto arrivare il pericolo. E forse che - se e quando - dovesse incendiarsi la situazione al confine, non sarete certo voi gli spettatori a restare a bocca aperta qualora le edizioni straordinarie dei tg dovessero fare irruzione (ancora una volta) nelle vostre case e nelle vostre vite.
Cos’abbiamo qui? No, non è allarmismo. È consapevolezza del contesto che ci circonda, è analisi del rischio. Coniamo un inglesismo orribile, può servirci: la situazione può “escalare”, può intensificarsi e andare rapidamente fuori controllo. Di più: il fronte bielorusso è il capitolo che insieme alla “campagna di Crimea” detiene il potenziale per rappresentare il più grande sconvolgimento dall’inizio della guerra nel 2022. E allora? E allora ci sono aggiornamenti importanti su cui il Blog vuole ragguagliarvi, pure stasera.
Ps, prima di andare a noi, una preghiera: non date per scontato questo spazio indipendente. Siamo un esperimento unico in Italia. Il vostro sostegno e la mia fatica. Chi pensa di avere una persona che potrebbe apprezzare questo tipo di racconto, prenda in considerazione l’idea di regalargli un abbonamento. E chi finora ha rimandato, chi ha detto “prima o poi mi iscrivo”, faccia ora il passo successivo: potrebbe essere davvero il momento giusto per osservare la Storia che cambia (di nuovo) da un posto in prima fila.
Adesso possiamo partire, andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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