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Pubblicato il 25 giugno 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇧🇾 Buonasera a tutti. Il punto nave di oggi stava prendendo un’altra direzione. Saremmo partiti inevitabilmente da Aleksandr Lukashenko, dal “doppio gioco” a cui il presidente bielorusso è costretto per garantire la propria sopravvivenza, per tentare di salvare la pelle. Significa da un lato spegnere i ripetitori installati sulle torri bielorusse - quelli fondamentali per indirizzare i droni di Mosca verso obiettivi in territorio ucraino - e così sperare di neutralizzare l’ultimatum emesso da Zelensky. Ma dall’altra vuol dire pure assicurarsi che l’inquilino del Cremlino, il tutore da cui dipende la sua permanenza al potere, non se la prenda, non rifletta cioè sul fatto che questo alleato, questo junior partner, stia forse prendendo troppe iniziative, alzando la cresta.
Da qui la necessità del dittatore di Minsk di gonfiare un po’ il petto, casualmente nel corso di un incontro col governatore di Mosca. È proprio in questa circostanza che Lukashenko ha svelato di aver avuto contatti con non meglio precisati “rappresentanti di Zelensky” e di aver detto loro direttamente: “Ragazzi, riferite al vostro Presidente: se pensa che si possa parlare così con noi e per di più trascinarci in guerra, allora deve capire che la qualità della guerra cambierà immediatamente. Sarà una guerra completamente diversa”.
Non sappiamo se siano fantasie del leader di un regime obbligato a camminare in equilibrio su un filo sottilissimo, per paura di cadere. Ma sapete cosa? Questa sera non ci interessa.
Perché? Perché l’uomo che non aveva “le carte” ne ha appena giocate di nuove e decisive. E ha chiarito che con l’Ucraina non si scherza.
Ebbene sì, dobbiamo registrare un passo avanti di Volodymyr Zelensky. Il Blog continua a insistere - e grazie a chi non si stanca di dargli fiducia: confine bielorusso e Crimea sono i due fronti che possono realmente cambiare il corso di questa guerra.
Sì, ma posso sentirvi. Vi starete chiedendo: qual è la novità di stasera? È che abbiamo nuove informazioni di intelligence. Alcune di queste sono allarmanti: le analizzeremo così come hanno fatto in via Bankova. Di più: Kyiv ha impartito ordini precisi per cambiare la propria postura militare. Traduzione: la temperatura è in aumento. E stavolta il caldo non c’entra: è la febbre della guerra.
Tenetevi forte. Abbiamo molto di cui parlare. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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