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Pubblicato il 05 agosto 2026
🚨🇮🇹 A un certo punto se la prendono col sottoscritto, colpevole di avere buone fonti in Parlamento, di raccontare le cose come stanno. È una giornata intensa. Ed è una giornata intensa che arriva dopo una notte di trattative a oltranza, per di più finite male. C’è da capirli, c’è da perdonarli. Ma per il Blog la regola della casa non cambia: da qualunque parte arrivino, i fatti restano fatti. E allora andiamo, ricostruiamoli.
Mercoledì 5 agosto, metà mattina: perché il telefono non smette di squillare? Sono i riformisti dem: hanno voglia di parlare. La trattativa è saltata, dicono. Il Partito Democratico, il loro Partito Democratico, ha deciso di andare per la propria strada. E adesso? Che si fa? Alti dirigenti vicinissimi a Elly Schlein accettano scommesse in Transatlantico: “Quanto ci giochiamo che alla fine si allineeranno?”. Sarà che qualcuno legge questo Blog, sarà che le voci corrono veloci abbastanza, ma la sfida produce l’effetto di consolidare la posizione dei “ribelli” democratici: “Noi questo testo non lo votiamo”.
Guardano soprattutto a Lorenzo Guerini, l’ex ministro della Difesa, “un uomo di Stato”, come lo definisce un importante esponente centrista. C’è chi lo vedrebbe bene sul Colle più alto della politica italiana: un nome a sorpresa, a tempo debito, quando sarà. Ma oggi Guerini ha un altro compito: difendere la linea dei riformisti che sentono di non poter arretrare.
La scena si sposta. Whatsapp impazza. Siamo nella maggioranza dem: a scrivere è una fonte tripla A. È il momento di svolta della giornata.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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