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Pubblicato il 25 agosto 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇷🇺 Buonasera a tutti. Ebbene sì, signore e signori, per una volta è inutile domandarsi “che succede”. Onestà impone di comunicare ai gentili lettori che quando si viene catapultati in un giallo come quello in essere, pensare di risolvere l’intero rebus altro non è che un’arrogante pretesa.
Cosa sto dicendo? Sto dicendo che del viaggio a sorpresa del direttore della CIA, John Ratcliffe, della sua presenza a Mosca, riusciremo ad avere piena contezza probabilmente quando sarà “troppo tardi”. Attenzione: non si tratta di tirare i remi in barca, di rinunciare fin da ora all’analisi della scena che ci si presenta davanti.
Siamo in un giallo. E cercheremo di venirne a capo mettendo insieme tutti i pezzi.
Ma significa ammettere che il quadro a nostra disposizione sarà inevitabilmente incompleto.
E vuol dire riconoscere che quando nella capitale russa si muove il numero uno della CIA bisogna venire a patti fondamentalmente con due certezze: la prima è che sa qualcosa che noi non sappiamo e che difficilmente sapremo nel breve termine; la seconda è che l’ora è grave.
Ecco, prima di iniziare sul serio, lasciatemi dire una cosa, lasciatemi dire questo: per quel po’ che capisco della materia, siamo davanti a una delle notizie più preoccupanti da molto tempo a questa parte. Spero di essere smentito, ovviamente, ma più di un segnale porta a credere che ci attendano tempi difficili. Dovremo affrontarli con lucidità e prudenza.
Un consiglio: aggrappatevi ai parapetti. Facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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