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Pubblicato il 04 settembre 2026
🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Buonasera a tutti. Che succede? Succede che da qualche ora a questa parte un attentato russo nel centro di Kyiv ha di fatto precipitato Ucraina e Russia dentro una nuova e pericolosa escalation, dagli esiti realmente imprevedibili.
Metto subito in guardia i lettori: mai come oggi sarà importante partire dal racconto dei fatti e prestare particolare attenzione ai dettagli. Nella seconda parte del punto nave - quella riservata agli iscritti - passeremo invece dalla cronaca alla previsione degli scenari più probabili.
Attorno alle 15:00, ora locale, un allarme aereo viene attivato nella capitale ucraina. Niente di troppo nuovo sotto il sole, a maggior ragione considerando che la tattica russa adottata di recente ha affiancato al “tradizionale” bombardamento notturno un martellamento costante, spalmato cioè sull’intero arco della giornata, così da rendere insostenibile la vita degli abitanti di Kyiv.
Dopo circa mezz’ora dal suono delle sirene, una serie di esplosioni viene udita in centro città. Il primo commento ufficiale è quello del sindaco di Kyiv, l’ex pugile Vitali Klitschko: parla di un attacco contro un non meglio precisato “edificio non residenziale” nel distretto di Shevchenkivskyi, senza fornire ulteriori dettagli.
È altamente probabile che dietro questa formula così vaga si nasconda l’intenzione di coordinarsi con i vertici politici nazionali e dell’intelligence: occorre gestire nella maniera più adeguata, in primis dal punto di vista comunicativo, la notizia che il bersaglio del raid è l’ufficio del capo ad interim dell’SBU, il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina, Oleksandr Poklad.
Attorno alle 17:00, il bilancio diramato dall’Amministrazione militare della città parla di 12 persone rimaste ferite, sette ricoverate in ospedale. Le fiamme sono state domate, ma l’attacco ha danneggiato il muro esterno dell’edificio.

Nel giro di pochi minuti le immagini dell’incendio divampato nella Città Vecchia di Kyiv si diffondono sui social. Non bisogna attendere molto prima che Volodymyr Zelensky comunichi sui social di aver parlato con lo stesso Poklad: è stato un drone russo a colpire la sede centrale del servizio di intelligence ucraino, in Volodymyrska, di fronte alla storica Cattedrale di Santa Sofia.
A neanche un paio d’ore dall’attacco, Zelensky ha già convocato in via Bankova il capo del Servizio di Sicurezza ucraino. Alle spalle di Oleksandr Poklad, mentre l’Ucraina valuta l’obiettivo della propria rappresaglia, compare nell’inquadratura, in bella vista, “The Dream”, Il Sogno, il dipinto del pittore georgiano Sandro Antadze, scelto personalmente dal presidente ucraino come simbolo della vittoria. Cosa ritrae? È il Cremlino in fiamme.

Adesso abbiamo tutti gli elementi per spingerci un passo oltre. Facciamo un punto nave.
🪖🇺🇦🇷🇺 Da dove iniziamo il nostro viaggio? Da una premessa: questa sera troverete un approfondimento leggermente diverso. Meno trama, più analisi. Perché? Perché la situazione è seria, perché l’attacco russo odierno porta con sé implicazioni molto gravi, alcune delle quali potenzialmente in grado di far deragliare il conflitto dai binari su cui si è mosso in questi anni.
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