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Pubblicato il 16 settembre 2026
🚨🛢️🪖🇱🇾🇸🇦🇷🇺🇮🇹 Buonasera a tutti. Questa sera l’Italia è una piazza. C’è chi discute dell’ultima mossa del governo, l’abolizione del bollo auto, interpretandola come la partenza ufficiale della campagna elettorale. E stando alle prime telefonate fatte dal vostro blogger questa sera è probabile che non vada molto lontano dalla verità. C’è poi chi contesta la formula lessicale: “Non è un’abolizione, è un’esenzione temporanea”. Ancora: c’è chi chiede “ma i soldi dove stanno?”. Di più: chi lamenta che “comunque, anche se ci sono, era meglio spenderli su qualcos’altro”. Benvenuti nel Belpaese, l’inimitabile.
E il Blog? E il Blog questa sera, come spesso capita, parla di qualcosa che non troverete sulle prime pagine dei giornali. Non dell’auto, ma di ciò che la fa viaggiare.
Perché? Perché nell’indifferenza più o meno generale c’è una minaccia, concreta, reale, che bisogna sommare alla crisi energetica globale. Ne avevamo accennato nel punto nave di ieri sera, ma la notizia è che la situazione si sta complicando.
La Guardia degli impianti petroliferi libica ha infatti ufficializzato la riduzione parziale della produzione in sette giacimenti: Al-Wafa, Al Golf, Al-Khamsa, Al-Tahara, Al-Hazwa, Al-Sharara e Al-Feel.
Ora è comprensibile che le località in questione non risultino ai vostri occhi particolarmente attraenti e nemmeno lontanamente familiari. Ma è dalla chiusura di queste valvole in questi impianti dimenticati dal tempo (ma non dalla storia) che passa una fetta importante del fabbisogno energetico del nostro Paese.
E allora? E allora per sapere “cosa sta succedendo”, ma soprattutto “cosa dobbiamo aspettarci”, venite sottocoperta: la traversata sarà particolarmente agitata. Facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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