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Pubblicato il 05 ottobre 2026
🚨🦠🕵️🇷🇺🪖🇺🇦🇩🇪 Buonasera a tutti. Che succede?
Succede che forse quello del Blog non era “allarmismo ingiustificato” e nemmeno “mistificazione della realtà”, come qualcuno ha scritto nelle scorse ore.
Succede che dobbiamo augurarci che tutto si risolva in una bolla di sapone - perché su certe vicende non si scherza - ma la notizia del giorno è che governi, servizi di sicurezza e apparati sanitari di mezzo mondo hanno iniziato a drizzare seriamente le antenne su quanto sta accadendo in Siberia.
Cos’abbiamo qui? Abbiamo un presunto caso di peste polmonare, uno strano coinvolgimento dei servizi segreti russi e l’introduzione di misure di contenimento epidemiologico a dir poco sospette, soprattutto se messe a confronto con la narrazione ufficiale di Mosca, riassumibile in uno stridente “qui non c’è nulla da vedere”.
E poi? E poi c'è la realtà. E la realtà dice che a neanche 24 ore dal punto nave di ieri si è già acceso uno dei tre indicatori che il Blog aveva segnalato ai propri lettori come possibile spia di una situazione che non promette bene.
Attenzione: fare cronaca non significa cedere al panico immotivato e nemmeno diffondere video fake. Molto più semplicemente vuol dire raccontare i fatti e tenere acceso il radar. Sempre.
Perché? Perché se il racconto è onesto, serio, può succedere - come in questo caso - che un piccolo blog indipendente possa anticipare i grandi media.
E allora, fine della premessa: abbiamo molte nuove informazioni dalla Siberia (e non solo) su questa vicenda. Le analizzeremo insieme.
C’è altro? Sì. Cambiando argomento, vi chiedo di prestare grande attenzione agli avvertimenti pronunciati dai vertici dei servizi di intelligence federali tedeschi convocati oggi per un’audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo del Bundestag. A memoria non ricordo nulla del genere rispetto a come Berlino percepisca - e comunichi - la minaccia militare russa nei confronti dell’Europa e della stessa Germania.
Come sopra: non prendetevela con chi scrive, ambasciator non porta pena.
Adesso andiamo, non perdiamo altro tempo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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