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Pubblicato il 07 ottobre 2026
🚨🦠🇷🇺🕵️☢️🇮🇱🇮🇷 Il Cremlino che denuncia le “fake news” della stampa internazionale sul caso di polmonite in Siberia.
L’Iran che convoca l’ambasciatore francese accusando Parigi di “repressione violenta” dei suoi giovani.
Cos’abbiamo qui? Qualcuno direbbe: “il mondo al contrario”.
Questo Blog pensa invece che sia ormai la normalità dei nostri giorni. Sì, è un posto difficile, perennemente sottosopra, ma è soprattutto un mondo su cui continuano a gravare pesanti incognite.
A questo proposito, per il vostro blogger il pomeriggio di oggi ha rappresentato un ritorno al passato. Nessuna invidia: soltanto un’ora abbondante in collegamento con la sala conferenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. So di déjà vu più piacevoli del mio.
Sugli schermi hanno fatto capolino volti che abbiamo imparato purtroppo a conoscere: il direttore dell’agenzia, Tedros Ghebreyesus, e poi Maria Van Kerkhove, uno dei volti simbolo dei briefing dell’OMS durante gli anni del Covid.
Chi sono? Funzionari rimasti inspiegabilmente al loro posto, nonostante una gestione della pandemia disastrosa. Sono i signori de “la situazione è sotto controllo”, smentiti in fretta dalla cronaca e dalla storia.

La speranza è che stavolta abbiano appreso la lezione, che riescano a esercitare appieno il loro ruolo. Ma la sensazione, al termine del dialogo con la stampa internazionale, è che ancora una volta l’OMS sia in ritardo, costretta a inseguire, in balia di eventi che superano le sue capacità di azione.
E allora? E allora è il caso di allacciare le cinture. Perché? Perché molto di ciò che seguirà nei prossimi giorni non dipende da noi, ma da un regime - quello russo - che ha una lunga storia di opacità, censura e manipolazione dell’informazione. Può finire bene? Lo speriamo. Ma tutto suggerisce che potrebbe finire anche molto male. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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