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Pubblicato il 20 ottobre 2026
🚨🗳️🇺🇸🪖🇮🇱🇮🇷 Sarà che tutto il mondo sembra in attesa di completare questo giro di boa, di vedere cosa si trova oltre lo spartiacque posto appena oltre l’orizzonte.
Sarà che quello del 6 gennaio 2021 è un precedente troppo spesso sottovalutato: perché lo si dimentica facilmente, lo si dà per scontato, ma se quel giorno, a Capitol Hill, a pronunciare l’ultima parola non fosse stato un signore di nome Mike Pence, probabilmente la storia del mondo in cui viviamo avrebbe preso un’altra piega, ancora più pericolosa.
Sarà questo. O sarà altro.
Sarà che esponenti influenti del mondo MAGA evocano apertamente l’introduzione di misure straordinarie - sì, inclusa l’introduzione della legge marziale - qualora le elezioni di metà mandato risultino “truccate”. Eventualità che ritengono plausibile solo in caso di sconfitta di un partito: il loro.
E poi sarà che la storia di Donald Trump, in questo senso, non incoraggia. Perché per quanto diversi funzionari della sua amministrazione fatichino ancora oggi a riconoscerlo, nel 2020 la vittoria di Joe Biden fu tanto netta quanto cristallina, senza discussione.
Sarà tutto questo e sarà molto altro. Ma è un fatto che dietro le quinte, lontano dai riflettori, un piccolo gruppo di funzionari della sicurezza nazionale americana ha preso a compiere passi altamente inusuali. Soprattutto per un luogo un tempo considerato il tempio della democrazia. E dunque eccola, la prima notizia della serata: dopo aver trascorso una vita a occuparsi di minacce esterne e, più di preciso, dopo aver combattuto per anni l’autoritarismo all’estero, elementi riconducibili a quell’ampia - e in parte misteriosa - categoria che siamo soliti identificare come “apparati” stanno agendo in maniera capillare e sistematica.
Perché? Per cosa? Per prepararsi allo scenario peggiore: all’eventualità - a loro dire non così remota - che l’amministrazione Trump tenti di interferire nelle elezioni di metà mandato.
Sì, abbiamo molto da dirci anche stasera. Andiamo, facciamo un punto nave.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
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