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Pubblicato il 19 aprile 2024
Chirugica, limitata, addirittura “debole” secondo il ministro della Sicurezzza Nazionale Ben-Gvir, eppure la rappresaglia di Israele all’attacco iraniano sul suo territorio è infine arrivata. Cosa sappiamo?
Primo punto: quello andato in scena potrebbe essere solo un antipasto.
Secondo punto: Israele ha usato il fioretto, ha giocato di fino, nella sua azione si segnala più di un aspetto interessante in vista delle prossime mosse. Siamo nel pieno di una partita di scacchi. Analizziamo la disposizione dei pezzi.

Ma Israele decide di rispondere comunque, capisce che una mancata rappresaglia verrebbe considerata nella giungla del Medio Oriente una prova di debolezza. E si arriva all’alba di oggi.
Israele opta per un attacco circoscritto contro la base militare di Isfahan. Ma contare sono i dettagli nascosti dell’azione. Tutto suggerisce che Israele abbia compiuto un piccolo capolavoro.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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