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Pubblicato il 21 maggio 2026
🚨🪖🇷🇺🇧🇾🇺🇦🇱🇹 Era una prassi ormai consolidata: un viaggio in Cina e poi il ritorno a casa, in Russia, passando per una regione diversa da quelle frequentate abitualmente, un luogo altro rispetto a una grande villa o al solito Cremlino. La sterminata Russia consentiva l'imbarazzo della scelta: poteva essere Vladivostok o l’isola Russkij, ma in passato è toccato anche a Perm o a Rostov sul Don, al quartier generale del Distretto militare Sud, lo stesso - per capirci - da cui un bel mattino Evgenij Prigozhin sembrò davvero in procinto di porre fine al suo dominio.
Eppure qualcosa sembra cambiato: la notizia è che Vladimir Putin ha smesso di viaggiare nel Paese. Limita gli spostamenti come mai accaduto prima. Dopo la visita a Pechino, la striscia si è allungata fino a raggiungere la cifra record di 196 giorni: neanche la pandemia (132), trascorsa in isolamento auotoimposto, ha visto il presidente russo così restio ad allontanarsi da casa, così indisponibile a spingersi in regioni che non fossero quelle ospitanti le residenze presidenziali.
Non si tratta di una coincidenza: i numeri indicano una tendenza, l'analisi dei fatti e dei retroscena parla di una scelta ben precisa. A determinarla è la fase attuale del conflitto: una delle più pericolose in assoluto da quando la guerra in Ucraina ha avuto inizio.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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